Cosa vedere a Lanzarote in un giorno: rota del sudovest
Se siete appena atterrati a Lanzarote, desiderate vedere tutto e subito ma non sapete da dove iniziare, keep calm e seguite questo post perché potrebbe davvero esservi utile.
Oggi vi voglio infatti suggerire un itinerario da me testato, non troppo impegnativo e della durata di un giorno, che si sviluppa lungo la fascia sud occidentale dell’isola e che accontenta tutti, ma proprio tutti, dagli amanti dei paesaggi vulcanici ai patiti della spiagge.
Questo itinerario (il sottoscritto garantisce che non vi deluderà!) si sviluppa attraverso una serie di tappe riassumibili nei seguenti punti:
- Visita a Las Montanas del Fuego
- Visita ai caratteristici paesi di Uga e Yaiza
- Degustazione e pranzo in Bodega
- Visita al borgo marinaro del Golfo e al Lago verde
- Los Hervideros
- Le Saline del Janubio
- Playas del Papagayo
1. Visita a Las Montanas del Fuego

Il parco nazionale del Timanfaya è sicuramente un must see per chiunque scelga Lanzarote per le proprie vacanze. D’altronde non potrebbe essere diversamente in un’isola dove le emergenze vulcaniche e magmatiche la fanno da padrona.
E quindi come poterlo visitare?
Innanzitutto vi consiglio di andarci da presto, alla prima apertura, perché essendo una meta gettonatissima incontrerete sicuramente una lunga coda di macchine che, fortunatamente, si smaltisce abbastanza velocemente. Las montanas del fuego sono un qualcosa di indescrivibile, il contesto è totalmente primordiale, drammaticamente incantevole, quasi spettrale in alcuni tratti.
Una volta arrivati ai parcheggi verrete subito indirizzati verso alcuni pullman che vi accompagneranno a fare un giro di mezzora tra oceani di lava, deserti neri e scenari apocalittici. Sul pullman è presente una guida che, in spagnolo e in inglese, vi descriverà passo passo la storia delle eruzioni, anche attraverso le cronache del tempo, e le conformazioni paesaggistiche modellate dal fuoco. Esperienza unica e da fare almeno una volta nella vita!
Alla fine del tour potrete anche assistere agli spettacoli dei geyser, sono sicuro che su questo avrete visto diversi video in rete e non vedete l’ora di ammirarlo dal vivo, e alla cottura della carne con il calore del vulcano. Nell’area potete anche mangiare, bere un caffè o dissetarvi nell’ottimo ristorante dove, per l’appunto, viene servita anche la grigliata di carne cotta sul vulcano.
- Ulteriori informazioni sulle Montagne del Fuoco
Pubblicazione consigliata: Visita il parco nazionale di Timanfaya
P.s. È straconsigliato, prima o dopo la visita a las montanas del fuego, fare un salto nel vicino Centro de Interpretacion de Mancha Blanca, un centro didattico con ingresso gratuito e aperto fino alle 16:00, dove è possibile apprendere tutto ciò che c’è da sapere sull’attività eruttiva dei vulcani.
2. Visita ai caratteristici paesi di Uga e Yaiza

Se vi siete immaginati i paesi di Lanzarote come borgate di case bianche e basse dagli infissi verdi che brillano su un tappeto nero di terra vulcanica, be’ sappiate che Uga e Yaiza sono proprio così. Si tratta di due paesi vicinissimi tra di loro, molto caratteristici, belli da visitare e naturalmente da fotografare. Qua ogni scorcio, ogni angolino, ogni finestra, anche la più semplice, acquista significato e richiede di essere catturata dall’obiettivo. Sarà piacevole perdervi per le strade di questi paesi incantati, tra palme e grandi fiori arancioni che spuntano all’improvviso dai muri intonacati.
3. Degustazione e pranzo in Bodega

Io sono sicuro che dopo tanto girovagare il vostro stomaco vi dirà che sarà arrivata l’ora di mandare giù un boccone.
Quale migliore occasione, allora, per sperimentare i cibi e i vini vulcanici in una delle tante bodegas, così si chiamano le cantine, che costeggiano la strada che attraversa la Gerìa, il caratteristico paesaggio vitato di Lanzarote? Io ho provato la bodega del Grifo. Fondata nel 1775 è la più antica cantina delle Canarie e risulta tra le 10 più antiche della Spagna. Qua una lunga tradizione vitivinicola si trasmette inalterata e in maniera innovativa, traducendosi in una varietà di vini adatti a tutti i palati, dalle malvasie, ai moscatelli, ai rosati fino ai rossi. Da non perdere la visita guidata all’interno del museo che integra la bodega (non tutte hanno il museo del vino) durante la quale vengono descritte le più tradizionali tecniche di lavorazione dell’uva e che prosegue poi in vigna. Dal fascino antico, la struttura è un’oasi di pace che permette di vivere un’esperienza enogastronomica immersiva con la possibilità di consumare qualche piatto caratteristico del posto.
4. Visita al borgo marinaro del Golfo e al Lago verde

Una volta soddisfatti gli appetiti il giro prosegue alla volta del borgo marinaro del Golfo, un agglomerato di casette bianche che si sviluppano principalmente lungo una via principale e si affacciano sull’oceano impetuoso. Questo piccolo paese è conosciuto principalmente per due motivi: il buon pesce che si mangia nei tantissimi ristoranti presenti e il Lago verde raggiungibile a piedi con una camminata di 5 minuti, dopo aver parcheggiato la macchina all’entrata del villaggio.
Il lago verde, chiamato anche Charco de los clicos, è uno di quei regali di Madre Natura che non potete non vedere. Originatosi in seguito alle eruzioni vulcaniche, si è formato dall’affioramento in superficie dell’acqua marina. Lo spettacolo di colori è assicurato con una convivenza perfetta di contrasti, dal verde scintillante del lago, al rosso della roccia, al nero della sabbia, fino al blu del mare.
5. Los Hervideros

Altro punto di interesse è quello de Los Hervideros, una scogliera a picco sul mare dove la potenza dell’acqua e la forza della roccia si incontrano e si scontrano. Anche in questo caso, lo scenario è di forte impatto. Vedere le onde che si stagliano con una tal violenza contro le pareti in pietra e successivamente penetrano negli anfratti generando un effetto assai particolare (sembra quasi che bolla e non a caso bollire in spagnolo si dice hervir) vi lascerà stupefatti. Vi consiglio di tornarci al calar del sole per fotografare uno dei tramonti sul mare più belli della vostra vita.
6. Le Saline del Janubio

Pensavate di essere arrivati alla fine di questo itinerario? No, c’è un’ultima sorpresa prima di correre a fare il bagno al mare. Visto che siete in zona, infatti, vi consiglio di fare una capatina alle Saline del Janubio. Perché, mi starete chiedendo? Cosa avranno mai queste saline di tanto speciale? Sono semplicemente scenografiche! Costruite nel 1895 dove una volta c’erano campi di mais, sono le più grandi saline delle Canarie. Anche qui vi consiglio di tornare al tramonto. Poi mi direte la magia di colori che si ammira.
7. Playas del Papagayo

È giunta, infine, l’ora di bagnare i piedi nell’acqua dell’oceano, non trovate? Certo che sì. Vi consiglio dunque di andare alle spiagge del Papagayo: playa mujeres, playa del pozo, playa de la cera e, dulcis in fundo, playa del papagayo. Tutte e quattro le spiagge appartengono allo stesso litorale e sono raggiungibili tamite un sistema di strade sterrate, quindi fate attenzione con la macchina e andate piano. Magari ci impiegherete un po’ di più ma chi se ne frega se poi vi ritrovate in alcune tra le spiagge più belle del mondo a perdervi con lo sguardo su un mare turchese incastonato tra abbracci di sabbia dorata e picchi di rocce.
Enjoy.
Un’esperienza vissuta e raccontata da Salvatore Lampreu